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ACCADEMIA DEI SENSI|Rime sparse - Quel foco ch'i' pensai che fosse spento Episode
Frammento n. 55 del Canzoniere di Francesco Petrarca
Commento di Masaniello il Làzzaro
Lettura di Masaniello il Làzzaro
La struttura del Canzoniere è un’invenzione di Petrarca e ha costituito la sua eredità più feconda per la poesia dei posteri. La sua lingua lirica, tutt’ora di non difficile lettura, ha costituito il modello su cui è cresciuta nei secoli la lingua letteraria italiana.
Il Canzoniere è un libro universale, che non racconta una storia, ma mette a nudo un’anima: l’amore terreno si alterna alla speranza di salvazione, in una coesistenza ardua e affascinante.
Un libro in cui il poeta aretino, diviso dalla passione amorosa che lo lacera, ritrova unità e libertà interiore.
Nel cinquantacinquesimo frammento, in particolare, si può leggere questo tormento:
Quel foco ch'i' pensai che fosse spento
dal freddo tempo et da l'età men fresca,
fiamma et martir ne l'anima rinfresca.
Non fur mai tutte spente, a quel ch'i' veggio,
ma ricoperte alquanto le faville,
et temo no 'l secondo error sia peggio.
Per lagrime ch'i' spargo a mille a mille
conven che 'l duol per gli occhi si distille
dal cor, ch'à seco le faville et l'ésca:
non pur qual fu, ma pare a me che cresca.
Qual foco non avrian già spento et morto
l'onde che gli occhi tristi versan sempre?
Amor, avegna mi sia tardi accorto,
vòl che tra duo contrari mi distempre;
et tende lacci in sí diverse tempre,
che quand'ò piú speranza che 'l cor n'esca,
allor piú nel bel viso mi rinvesca.
Sigla a cura di Asa e Masa
Musica: J.S.Bach - BWV 934 Prelude in C minor
Autografo del Canzoniere del Petrarca nella cosiedetta malacopia della Biblioteca Vaticana, Vat. Lat. 3196, f.5r, B.A.V., Città del Vaticano
Tratta da: www.italica.rai.it
[ Thu, 31 Jul 2008 06:03:09 GMT ]
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